Mercoledì 18 aprile, ore 14:00
Dipartimento di Matematica Ulisse Dini
Sicurezza reti & Free Software
Ne parliamo con Koba, che ci spiegherà con esempi pratici cos'è la sicurezza informatica, cos'è un attacco informatica e come ci si difende da esso.
... e a seguire INSTALL FEST! Chiunque vorrà potrà portare il suo computer per essere purificato, installando una delle numerose distrubizioni GNU/Linux disponibili.
Collettivo di Scienze
www.collettivodiscienze.org
FREE
OPEN SOURCE SOFTWARE (FOSS)
Cos'è il free software? Perché
usarlo?
Chi legge queste righe ha avuto a
che fare con un computer o con un qualunque altro dispositivo programmabile:
per scrivere articoli su un compositore di testo, intrattenere rapporti sociali
a distanza, programmare complessi sistemi di simulazione e analisi dati o altro
ancora. L'informatica ha lasciato i garage e gli scantinati degli appassionati
e degli smanettoni e sta diventando parte integrante dell'esperienza
collettiva quotidiana e tratto caratterizzante della società odierna.
Quali sono i problemi nell'uso
di un mezzo informatico?
Partiamo dagli albori dell'era
informatica.
Agli inizi, quando i calcolatori
elettronici erano appannaggio solo delle università o dei centri governativi,
non vi erano grossi problemi nell'uso degli stessi: spesso chi produceva il
software ne era anche l'utilizzatore e ciò permetteva di modellare i
programmi secondo necessità.
Del materiale in questione veniva
poi reso di pubblico dominio il file sorgente (A) della risoluzione del
problema che il programma finale avrebbe dovuto risolvere.
Questi "sorgenti" venivano
poi processati da particolari programmi, i compilatori, e ridotti in una forma
processabile da un calcolatore elettronico (e non più facilmente leggibile da
un essere umano), il cosidetto "eseguibile" o "binario":
il programma era così pronto per risolvere il problema per cui era stato
concepito.
Quando il capitalismo fiutò in
questo settore la possibilità di aprire un nuovo mercato e di fare un business
con l'elettronica di massa, si assistette alla progressiva penetrazione di
prodotti informatici quali workstation, minicomputer, desktop, console,
notebook, ecc. fino ad arrivare agli attuali smartphone e tablet. Questa
seconda fase ha avuto indubbiamente il pregio di aver dotato di potenti
strumenti di comunicazione e elaborazione la singola persona, ma si differenzia
dalla prima fase per un punto fondamentale: il software.
Se prima chiunque poteva accedere ai
"sorgenti" di un dato programma utilizzato - per modificarli,
aggiornarli o eliminare errori - ora lo stesso viene venduto dalle case
produttrici in forma unicamente 'binaria': l'unica cosa che l'utente può
fare in questo contesto è eseguire il proprio programma sul proprio
calcolatore entro parametri rigidamente imposti dal venditore. Il
software diviene quindi un "bene in comodato d'uso" in quanto
l'utilizzatore finale non lo possiede direttamente, ma ha una licenza
comprata per eseguirlo sul proprio hardware.
«Bene» si dirà, «Non vedo il
problema: faccio i miei elaborati, i miei calcoli, le mie transazioni e in
generale lavoro con un programma, e pago per poterlo fare». Il problema è:
chiudendo i "sorgenti" e mantenendo uno stretto controllo sulla
distribuzione del software, le case produttrici implicitamente hanno il controllo
sui dati che inseriamo e sul lavoro che facciamo tramite i
programmi.
Se produco o compongo qualche cosa
con software closed (ovvero solo "binario"), il diritto di
distribuire i miei elaborati in una forma particolare è prerogativa del
produttore.
Se il produttore cessa il supporto
al suo software closed e tale software è incompatibile con sistemi informatici
più moderni o differenti, perdo il lavoro che avevo fatto precedentemente o
non posso accedervi da quel particolare sistema.
Se il produttore, monopolista in un
certo campo di software, decide di introdurre una nuova versione del software
che utilizza un formato di interscambio dati differente rispetto alla vecchia
versione, sono obbligato ad acquistare la nuova versione solo per
condividere dati con altre persone.
Se riscontro un bug nel programma,
non solo non posso correggerlo non avendo il "sorgente", ma non
posso neanche capire da cosa è causato. Il fatto che il produttore
si adoperi per correggere questo bug è determinato solo dalla buona o dalla
cattiva volontà dello stesso.
A tutto questo si aggiunge il fatto
che in alcune legislazioni (per fortuna non in Europa, almeno per ora), se
anche io scoprissi come decodificare il flusso di dati scambiati da programmi
closed al fine di implementarli in un mio personale programma o inventassi un
algoritmo (passaggi logico-matematici che risolvono un determinato problema)
che mimasse un software closed, sarei costretto a pagare delle royalty alle
case produttrici o, peggio, commetterei reato a causa della violazione di un potenziale brevetto che copre tal software.
Come fare quindi a sganciarsi
dallo strapotere che al giorno d'oggi le software houses detengono?
Promuovendo e utilizzando Free
Open Source Software. Questo software, a differenza del
software closed è distribuito, in forma gratuita o sotto pagamento, accompagnato
dal codice sorgente, in modo tale che chiunque possa capire cosa
effettivamente fa il programma, correggerlo, adattarlo alle proprie esigenze,
addirittura inserire migliorie e caratteristiche aggiuntive. Il sorgente del
programma può poi essere liberamente distribuito da chiunque in forma
modificata o meno, in modo tale che chiunque possa a sua volta utilizzarlo come
meglio crede. A tutto questo si aggiunge che i sorgenti dei programmi FOSS non
sono brevettabili e di conseguenza nessuno, né ora né in futuro, potrà
impadronorsi dei diritti sugli specifici algoritmi distribuiti in tali
programmi.
A seguito dell' idea che i programmi
dovessero essere aperti e liberamente fruibili da tutti, negli anni sono nati
diversi gruppi promotori di tali software (2) che sviluppano, non per il
profitto di poche aziende, ma a vantaggio degli utenti finali.
La forza di questo movimento, e i
comprovati vantaggi che si hanno dall' usare software FOSS, hanno fatto si che
sia nel settore pubblico, sia nel settore privato molti stiano riconsiderando
la propria politica riguardo all'uso e alla produzione di prodotti informatici,
e molti programmi free superano ormai a prestazioni e features i corrispettivi
concorrenti closed. Tra gli esempi sicuramente più significativi ci sono il
sistema operativo GNU/Linux(3) e il web-server APACHE (4). Il primo ha una
diffusione elevata nel campo dei supercomputer, nei server, nei dispositivi
embedded, anche se si trova un gran numero di distribuzioni dedicate all'uso
sul proprio personal computer (5). Il secondo invece è il vero e proprio motore
di internet constatando come solo nel 2011, circa il 60% del traffico web passava attraverso questo programma.
Ovviamente questi sono solo due degli innumerevoli programmi disponibili e
pronti all'uso dell' universo FOSS, di conseguenza certi dell'esistenza di un
programma free adatto alle vostre esigenze, vi auguriamo la migliore esperienza
che il Free Open Source Software vi possa dare.
(1) una rappresentazione logico-matematica scritta in un opportuno
linguaggio leggibile dall'uomo
(2) come la Free Software Foundation http://www.fsf.org/
(3) per il kernel : http://en.wikipedia.org/wiki/Linux per
l'userland : http://www.gnu.org/
(4) http://www.apache.org/
(5) http://distrowatch.com/ |