I fatti di martedì 13 dicembre avvenuti a Firenze
sono purtroppo noti a tutti. Un episodio così tragico come l'uccisione
di Samb e Diop e il ferimento di altri tre concittadini non ha bisogno
di ulteriori commenti.
Vogliamo però focalizzare l'attenzione su come si sia potuti
arrivare a questo. Un'ondata di razzismo, non nata per caso, viene
costruita, sdoganata e fomentata da gruppi politici più o meno
istituzionali non solo di destra, ma anche dalla politica che si
dichiara "moderata". Non sono necessari i saluti romani per essere
xenofobi.
Gruppi di estrema destra come i fascisti riciclati di
Casaggì/Azione Giovani e i neofascisti di Casapound attecchiscono nel
tessuto sociale e acquisiscono sempre maggior consenso. Questi soggetti
promuovono razzismo e fascismo fingendosi "centro sociale" o
"associazione di volontariato, eventi culturali e politiche sociali" in
modo da proliferare indisturbati, all'ombra delle istituzioni
volutamente o non "distratte", e senza che i cittadini lontani dalla
quotidiana dialettica politica si rendano conto della gravità della
situazione. Così ad esempio magistratura e
forze dell'ordine, sempre pronte a reprimere le giuste pretese di
studenti, lavoratori e precari, volontariamente non intervengono.
In tutto ciò si riscontra una connivenza di molte
realtà politiche, anche quelle di presunta sinistra, che non solo non
promuovono l'antirazzismo e l'antifascismo, ma non fanno niente per
impedire il diffondersi di questa epidemia, nascondendosi dietro alla
scusa del diritto alla libertà di espressione e pensiero. Affermare
che realtà di estrema destra non devono trovare spazio non va a ledere
tale diritto, in quanto razzismo e odio non possono esistere all'interno
di una società che voglia definirsi civile.
L'antifascismo
e l'antirazzismo devono infatti essere un principio fondante della
società e dell'agire di ogni cittadino che deve farsene promotore e
garante in prima persona.
Dobbiamo
cominciare a rilanciare con forza il ripudio per ogni forma di razzismo
e fascismo, non possiamo continuare a considerarlo scontato. L'Italia
per Costituzione è, e DEVE ESSERE, una Repubblica ANTIFASCISTA.
Chiediamo un
segnale concreto ai cittadini e alle istituzioni per difendere la
Costituzione e la Resistenza. Chiediamo la chiusura di Casapound e dei
covi fascisti in tutta Italia, a cominciare da Firenze e dalla Toscana, e
la revoca dello status di "associazione di promozione sociale" di cui
CasaPound Italia e altre associazioni razziste e fasciste godono.
Collettivo di Scienze
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ECCEPIZZETTE & CINEMA AL DINI

Come Collettivo di Scienze da sempre lavoriamo per affrontare e risolvere il problema degli spazi; riteniamo che l'università debba essere vissuta a 360°, e questo significa prima di tutto che l'ateneo dovrebbe rendere fruibili i luoghi universitari, non soltanto per lo svolgimento della didattica frontale, ma come spazi studio, di confronto e di dibattito. La necessità che l'università ridiventi quel luogo di scambio culturale, di formazione del cittadino, dove si possa studiare, incontrarsi e scambiare idee, rimane per noi fondamentale. Per questo da anni riproponiamo iniziative come EccePizzette e il Cinema al Dini, entrambi cineforum, uno presso il Polo Scientifico di Sesto, l'altro al Dipartimento di Matematica Ulisse Dini, con l' intento di proporre film originali e inconsueti oltre che interessanti.
ore 19.01 aperitivo! - ore 21.01 proiezione del film!
.:: Il programma delle serate ::.
2 novembre: Polo di Sesto, District 9 9 novembre: Dini, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto 16 novembre: Polo di Sesto, Le vite degli altri 23 novembre: Dini, American Gangster 30 novembre: Polo di Sesto, Inside job 7 dicembre: Dini, Salò o le 120 giornate di Sodoma 14 dicembre: Polo di Sesto, L'odio 21 dicembre: Dini, Scarface, Lo sfregiato
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Collettivo di Scienze
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Collettivo del Dini
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Collettivo di Polo
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per la giornata nazionale di mobilitazione per il diritto allo studio!
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Appuntamento: 17 Novembre, ore 09:00, Piazza S. Marco
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Perchè il 17 Novembre
Da oltre mezzo secolo, il 17 novembre è una giornata di grande rilevanza
simbolica per gli studenti: il 17 novembre 1939 10 di studenti
cecoslovacchi vennero uccisi ed altri 1200 deportati dall’esercito
nazista a seguito di una manifestazione contro la guerra; lo stesso
giorno del 1973, ad Atene, veniva sgomberato con la forza il Politecnico
occupato (punto focale della protesta contro il governo fascista dei
colonnelli), mentre all'esterno venivano assassinati 24 civili. Questa
data è un'occasione per ricordare il sacrificio di coloro che hanno
lottato per le proprie idee e per rilanciare le mobilitazioni
studentesche.
Il 17 Novembre oggi
Oggi i diritti conquistati in anni di lotte studentesche (massificazione
dell'istruzione, liberalizzazione dell'accesso all'università,
istituzione di borse di studio...) ci vengono espropriati uno dopo
l'altro, da ben prima della ratifica del Processo di Bologna, già dalla
riforma Zecchino-Berlinguer fino a quella Gelmini, il diritto allo
studio è sempre più trasformato in privilegio, in servizio da erogare
sotto pagamento di tasse costantemente in aumento, a fronte di tagli che
vedono scuole ed università ridotte a pezzi, sia per quanto riguarda
l'offerta formativa che lo stato delle strutture stesse.
Per questo motivo oggi scendiamo in piazza: per ribadire che i diritti
dobbiamo conquistarli giorno per giorno, per una scuola ed un'università
pubbliche, gratuite, libere e di massa!
Privatizzazione dei beni comuni e tagli alla spesa sociale
Nonostante oltre il 50% degli italiani si sia espresso contro la
privatizzazione dei beni comuni, nella fattispecie il 12 e 13 giugno
contro quella dell'acqua, l'ondata di privatizzazioni prosegue:
dall'ingresso delle S.p.a. nella gestione degli Atenei, fino alla
privatizzazione di A.t.a.f., contro la quale oggi i lavoratori si stanno
battendo.
La privatizzazione di A.t.a.f., voluta dal sindaco Renzi e dal
presidente Bonaccorsi, si inserisce in un progressivo attacco ai servizi
pubblici locali che fanno ricadere i costi su chi usufruisce ogni
giorno dei mezzi pubblici (studenti, lavoratori e pensionati) con
l'aumento del biglietto, tagli alle linee periferiche e licenziamenti.
Il tentativo di chiudere la casa di riposo per anziani Le Civette (con
conseguente licenziamento di 73 lavoratrici), legato agli intenti
speculativi sull'area pubblica di San Salvi, è un altro dei tanti
esempi.
Studenti e lavoratori, un'unica lotta!
Vogliamo che la gestione di A.t.a.f., come di tutti i beni e servizi
della comunità, escano dalle logiche e dalle dinamiche del mercato per
essere gestiti nell'interesse di tutti, non di pochi. Per tutto ciò
abbiamo deciso di legare le nostre lotte con quelle dei lavoratori nel
giorno dello sciopero generale indetto da COBAS e CUB (rimanendo in
ogni caso, come studenti, fuori da qualsiasi controversia interna al
sindacalismo di base): vista la drasticità della situazione, è quindi
necessario fare fronte comune contro il massacro sociale imposto
dall'Unione Europea e avallato dai governi nazionali.
Infatti la situazione alla quale assistiamo è questa: il salvataggio di banche private con fondi pubblici ha portato alla crisi dei debiti sovrani, costringendoci a subire pesanti misure di austerity per far pagare alle classi meno abbienti un debito che non è il loro; tagli che colpiscono ogni ambito dalla scuola al lavoro, dalla sanità al welfare (drastica riduzione dell’insegnamento di sostegno, privatizzazione dei nidi, ecc..); peggioramento delle condizioni di vita, repressione del dissenso.Recentemente il governo, ormai caduto e sostituito da un esecutivo con a capo Mario Monti (rettore alla Bocconi, uomo dei mercati e della banca U.S.A. Goldman Sachs) ha inviato una lettera d’intenti a Bruxelles, giudicata comunque insoddisfacente dai “mercati”, contenente numerosi provvedimenti antisociali quali:
- Privatizzazione dell'Università, aumento delle tasse
universitarie e introduzione dei prestiti d’onore (meccanismo col quale
gli studenti meno abbienti si indebiteranno per migliaia di euro)
- Divisione delle scuole in meritevoli ed immeritevoli attraverso l'estensione delle prove INVALSI come strumento di valutazione
- Innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni
- Privatizzazione delle aziende controllate da enti
territoriali e totale precarizzazione della condizione del lavoratore,
reso ricattabile da licenziamenti facilitati e trasferimenti obbligati
Vogliamo davvero vivere in un mondo in cui tutto quel che conta è il
profitto e dove i rapporti interpersonali sono fondati su competizione e
sfruttamento?
Abbiamo già pagato abbastanza, adesso presentiamo il conto!
Rete dei Collettivi Studenteschi Fiorentini, Collettivo Politico di
Scienze Politiche, Collettivo di Lettere e Filosofia, Collettivo Nosmet,
Collettivo d’Ingegneria Filodatorcere, Collettivo d’Agraria, ARK
Collettivo di Architettura, Collettivo Rossomalpolo, Collettivo di
Scienze, Collettivo di Medicina Codice Rosso, Studenti di Sinistra |
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Il 15 ottobre a Roma si è svolta una delle 210 manifestazioni internazionali indette contro la distruzione dei diritti e dei beni comuni, contro lo sfruttamento del lavoro, contro l'oligarchia di chi ha più consensi camuffata da democrazia, contro lo smantellamento della civiltà -sicuramente migliorabile- a cui siamo arrivati e per cui tanto abbiamo faticato e lottato. Per contrastare la crisi i governi nazionali e supranazionali stanno attuando misure, riforme e tagli che riportano indietro di decenni le lancette dell'orologio. Tali governi da un lato difendono i profitti, l'accumulazione e la speculazione finanziaria di chi l'ha creata, e dall'altra fanno pagare il prezzo ai cittadini, quasi totalmente estranei a questa situazione se non nell'aver legittimato politici scellerati a confidare in un mercato non a misura d'uomo, ma di moneta. I sacrifici che abbiamo fatto saranno presto vani se non porremo un freno alla situazione
In Italia questa manifestazione non può prescindere dal profondo dissenso verso una classe politica commissariata dalla Banca Centrale Europea e che già prima del commissariamento meritava ogni disprezzo. Non può prescindere dalla critica in merito alle misure economiche nazionali, fatte esclusivamente per far tornare i conti a breve. Non può prescindere dalle riforme fantoccio e prive di lungimiranza che si sono succedute, aggravando ulteriormente la condizione critica nella quale già perversavamo. Riteniamo a dir poco scandalosa la tracotanza che la classe politica nutre già da alcuni anni nei confronti di un movimento di piazza e di società civile che prende vita dall'unione delle realtà più disparate, accomunate dalla reale preoccupazione relativa al futuro prossimo e venturo. Le alte sfere del potere tutelano i propri interessi a discapito di quelli della quasi totalità dei cittadini. Il risultato è un aumento del divario, già esistente, tra classe dirigente e tutti gli altri.
La mancanza di un interlocutore politico con il quale confrontarsi ha portato ad un'esasperazione tale da indurre anche chi era sceso in piazza pacificamente a compiere atti di violenza scriteriati. La classe politica tutta, invece di prendere atto del disagio dal quale nascono tali comportamenti violenti, si rifugia nei palazzi del potere paventando inasprimenti di pene per chi manifesta il proprio dissenso, processando a mo' di stato di polizia anche la sola intenzione (vedi arresti preventivi), facendoci tornare indietro di 40 anni. In questo panorama già di per sé deprimente i media tradizionali, con atteggiamenti conniventi e servili nei confronti delle élite, riportano notizie tendenziose esaltando soltanto i momenti di vandalismo, ai quali, nel caso recente, ha comunque preso parte solo minima parte del movimento. La repressione mediatica è andata progressivamente a sostituire quella del manganello e olio di ricino ed è più subdola, poiché intende dividere e distrarre la cittadinanza sminuendo i movimenti di protesta e facendo apparire chi scende in piazza come "i soliti facinorosi dei centri sociali".
Nonostante la rappresentazione esasperata e finalizzata che ne è stata fatta, riteniamo comunque controproducenti e non necessarie le violenze e il vandalismo come strumento di protesta. Ci rendiamo tuttavia conto che in un quadro generale di indifferenza e repressione, perpetuata negli anni e oggi sempre più evidente, è fisiologico che parte del movimento si spinga a tanto.
È indispensabile al momento che tutta la classe politica ritorni a contatto con la realtà e con la cittadinanza, facendo i conti con le necessità primarie, con i movimenti di piazza, che sia disposta ad intavolare un dialogo smettendo di tapparsi infantilmente le orecchie e far finta di niente e affrontando la crisi con la responsabilità di chi ne è complice e di chi dirige un paese e non i propri particolari interessi. Non possiamo sopportare ancora il disinteresse della classe dirigente che, continuando a non prendere atto della distanza che il paese sta prendendo dalle scelte politiche degli ultimi anni, non ci lascia altro modo di manifestare il nostro dissenso e indignazione se non attraverso la disobbedienza civile.
Collettivo di Scienze
www.collettivodiscienze.org |
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La storia della LM 95, ovvero la laurea magistrale per poter insegnare alle scuole medie inferiori, è una storia lampo, proprio come lo sono state quelle di tutti gli ultimi decreti ideati dal ministero per riportare alla ribalta la disgraziata sorte dell'Università Pubblica in Italia.
Anche questa volta infatti le direttive si sono susseguite in modo confusionario, dettando solamente tempi concitati. Così, lo scorso aprile, è stato approvato il decreto per l'attivazione di tale laurea, che doveva essere organizzata su base regionale e con numerosità bloccata all'accesso (un giorno) da definire; entro il 20 settembre gli ordinamenti della LM 95 dovevano esser pronti. Dalla fine di agosto, pertanto, in Toscana sono state numerose le riunioni fra i tre atenei di Firenze, Pisa e Siena. Dalla Conferenza dei tre rettori toscani è stato infine deciso che i percorsi di studio verranno organizzati con la modalità interateneo fra le tre città, triplicando i corsi qualora i fondi ministeriali lo permettessero.
La laurea magistrale si dividerà in tre curricula, volti all'insegnamento di: lingua inglese e seconda lingua straniera con sede a Pisa; storia, italiano e geografia con sede a Firenze; matematica e scienze con sede Siena. Nel decreto legislativo era prevista la possibilità anche di un quarto curriculum, volto all'insegnamento dell'area tecnologica, che però in Toscana non verrà attivato. L'ordinamento è stato approvato dai tre atenei in data 14/9, mentre il regolamento lo sta attualmente scrivendo Siena, città scelta come sede amministrativa della laurea magistrale.Come sempre, dal ministero arrivano scadenze, ma non garanzie. Le uniche certezze quindi sono che la LM 95 verrà attivata durante l'anno accademico 2011/2012 in un mese indefinito da qui a giugno. Vi potranno accedere i laureati triennali anche della nostra facoltà superando una prova di ammissione con graduatoria a scorrimento, in cui ogni candidato dovrà indicare la preferenza del luogo. Il percorso di studio sarà poi progettato ad hoc per ogni studente, in base alla sua laurea d'origine. Dietro riportiamo una tabella con i CFU che gli studenti di scienze dovranno avere per iscriversi alla laurea magistrale per l'insegnamento e che però non erano previsti fra i crediti obbligatori per i piani di studio dei diversi Corsi di Laurea.
Ma il percorso dei futuri aspiranti insegnanti di scuola media inferiore non si esaurisce qui: dopo i due anni di magistrale LM 95 ci sarà infatti un anno di Tirocinio Formativo Attivo (TFA), un tirocinio abilitante post laurea che consisterà sostanzialmente in supplenze e compresenze in classe. Per l'organizzazione dei TFA la scadenza è però fissata al 7/10 e la situazione definitiva non è ancora delineata: saranno a numero programmato e divisi anch'essi fra le tre città toscane.
Resta ancora completamente avvolto nel mistero quello che sarà il percorso di studi per diventare professori di scuola media superiore: verranno anche in questo caso istituiti una laurea magistrale ed un TFA, ma per ora non se ne sa di più. Infine per tutti quegli studenti laureati magistrali vaganti nel limbo, che c'è stato e ci sarà ancora per qualche mese, fra la SISS e la LM 95, verranno istituiti dei Tirocini Formativi Attivi, anch'essi a numero programmato, ed attivi finchè la nuova laurea magistrale per l'insegnamento non entrerà in regime.
Come Collettivo di Scienze riteniamo che, per l'ennesima volta, si pretende di istituire presunte migliorie, senza avere in realtà alcun progetto organico e definito in mente. Per questo motivo, quando nell'ultimo Consiglio di Facoltà (22 settembre) ci siamo ritrovati a dover votare la disponibilità da parte della nostra facoltà all'attivazione di una laurea di cui ancora non sono definiti ordinamento, numerosità massima, percorsi di studio, fondi ministeriali, ci siamo astenuti.
Collettivo di Scienze
Gli studenti iscritti al primo anno nel 2011/2012 dovranno ottenere almeno questi CFU:
| Biologia |
6 CFU in INF/01 o ING-INF/05 o SECS-S/01 |
| Chimica |
6 CFU in INF/01 o ING-INF/05 o SECS-S/01 |
| Fisica |
nessuno |
| Ottica |
6 CFU in INF/01 o ING-INF/05 o SECS-S/01 |
| Informatica |
6 CFU in CHIM/01-12 o GEO/01-12 o BIO/01-19 |
| Scienze Naturali |
6 CFU in INF/01 o ING-INF/05 o SECS-S/01 |
| Geologia |
6 CFU in INF/01 o ING-INF/05 o SECS-S/01 |
| Matematica |
6 CFU in CHIM/01-12 o GEO/01-12 o BIO/01-19 |
| Restauro |
nessuno |
| Biotecnologie |
6 CFU in MAT/01-09 + 6 CFU in INF/01 o ING-INF/05 o SECS-S/01 |
In generale, e per chi si è iscritto al primo anno precedentemente al 2011/2012, i requisiti minimi per l'accesso alla LM 95 sono:
- almeno 12 CFU in MAT/01-09
- almeno 6 CFU in FIS/01-08
- almeno 6 CFU in CHIM/01-12 o GEO/01-12 o BIO/01-19
- almeno 6 CFU in INF/01 o ING-INF/05 o SECS-S/01
Questi CFU non possono essere ottenuti come corsi singoli. |
25 Ottobre 2011 - Bicentenario della nascita di Evariste Galois
 In occasione dell'anniversario della nascita di uno dei più grandi geni
della matematica, Evariste Galois, il Collettivo del Dini e il Collettivo di Scienze organizzano una
giornata ricca di eventi per celebrarne il genio matematico e lo spirito
rivoluzionario.
Questo è il programma della giornata: Ore 13:31
Pranzo a buffet!
Ore 15:01
Lezioni aperte in Aula 2
- Il mondo accademico nella Francia repubblicana - Prof. R.Ricci
- Evariste Galois: il genio rivoluzionario - Prof. G. Villari
- Algebra e Teoria di Galois - Dott. F.Fumagalli
Ore 19:01
Apericena
Ore 21:01
Proiezione del film " Non ho tempo" in Aula 3
Collettivo del Dini
Collettivo di Scienze - Studenti di Sinistra
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